martedì 13 dicembre 2011

Morire a 20 anni



            Non faccio altro che pensare a questo ragazzo






La morte di un ragazzo fa sempre rabbia ma ancor di più quando avviene per lavoro e sul lavoro. Francesco aveva 20 anni e costruiva il palco su cui Jovanotti doveva tenere un concerto. Faceva questo  per conto di una cooperativa con un compenso di 5 € all’ora e chissà com’era felice di lavorare 10 ore per racimolare 50 €.
Francesco era uno  studente che come tanti altri ragazzi cercava di non pesare sulla sua famiglia, una famiglia magari di quelle su cui il prof. Monti scarica l’alto senso di responsabilità nel pagare il debito dell’Italia. Pare che fosse in regola Francesco e che il suo compenso corrispondesse a quello del contratto. Allora io mi chiedo e chiedo al prof. Monti che si preoccupa di costruire la tracciabilità del denaro, di inseguire anche questa maledetta tracciabilità delle morti sul lavoro,  una tracciabilità che sta nella precarietà, nel mercato del lavoro disumano e nel perseguire politiche liberiste ai danni dei nostri giovani.

1 commento:

Marilu ha detto...

Capisco la tua indignazione e la condivido!