Non faccio altro che pensare a questo ragazzo
La morte di un ragazzo fa sempre rabbia ma ancor di più
quando avviene per lavoro e sul lavoro. Francesco aveva 20 anni e costruiva il
palco su cui Jovanotti doveva tenere un concerto. Faceva questo per conto di una cooperativa con un compenso
di 5 € all’ora e chissà com’era felice di lavorare 10 ore per racimolare 50 €.
Francesco era uno studente
che come tanti altri ragazzi cercava di non pesare sulla sua famiglia, una
famiglia magari di quelle su cui il prof. Monti scarica l’alto senso di
responsabilità nel pagare il debito dell’Italia. Pare che fosse in regola
Francesco e che il suo compenso corrispondesse a quello del contratto. Allora
io mi chiedo e chiedo al prof. Monti che si preoccupa di costruire la tracciabilità
del denaro, di inseguire anche questa maledetta tracciabilità delle morti sul
lavoro, una tracciabilità che sta nella
precarietà, nel mercato del lavoro disumano e nel perseguire politiche
liberiste ai danni dei nostri giovani.
